Contro informazione: i retroscena del video in cui i coloni israeliani sparano contro i palestinesi

Hanno suscitato molte polemiche i video pubblicati da un gruppo di attivisti per i diritti umani, l’ONG israeliana B’tselem, in cui si vedono alcuni coloni israeliani che sparano ad altezza uomo a un gruppo di palestinesi. Gli incidenti si sono verificati nel pomeriggio di sabato 19 maggio presso Asira al-Kabaliya, un villaggio palestinese in Cisgiordania vicino a Nablus. Un ragazzo arabo, Fathi Asira, 24 anni, è stato lievemente ferito, colpito alla testa da una pallottola e portato all’ospedale di Rafidia. A causare le maggiori proteste è stato il comportamento dell’esercito israeliano, che presente sul posto, sembra non intervenire. Questo almeno stando a quanto si vede nei video.

Si perchè da quando si sono diffusi i filmati su youtube, la notizia principale è stata quella di accusare l’esercito che assiste passivamente all’intervento armato dei coloni contro i palestinesi. Per molti canali d’informazione, anche italiani, è stato sufficiente solo gridare allo scandalo per l’ennesima provocazione della politica israeliana nei confronti dei palestinesi, senza preoccuparsi di verificare attentamente l’accaduto.

Sono i particolari spesso che fanno la differenza. La redazione di Israele.net ha fornito un commento approfondito sull’accaduto: “talvolta accade che scontri e tafferugli fra gruppi di palestinesi e di israeliani in Cisgiordania vengano filmati da una o da entrambe le parti e che poi di questi filmati, piuttosto lunghi, vengano diffusi sul web solo brevi frammenti di pochi minuti, per lo più ‘accuratamente selezionati’. Circa gli incidenti presso Asira al-Kabaliya, gli scontri sarebbero iniziati con l’incendio di alcuni campi e lanci di pietre da parte palestinese e sfociati nello sparo di alcuni proiettili di gomma da parte israeliana”.

Nessuno quindi ha evidenziato che i coloni sparavano proiettili in gomma. In Italia, per esempio, sono legali e vengono usati dalla polizia in ambiti urbani per sedare rivolte e manifestazioni violente, o per esercitazioni. Seppur molto pericolosi non sono considerati letali come i proiettili d’artiglieria. Da notare anche che uno dei coloni che sparava indossava un cappello della polizia israeliana.

Trascurate inoltre anche le parole del portavoce dei coloni di Yitzhar, Avraham Binyamin, che ha affermato che la squadra di emergenza è stata chiamata più volte per spegnere diversi incendi iniziati da arabi del villaggio. “Questo è il terzo sabato di fila che gli arabi iniziano incendi allo scopo di danneggiare la parte occidentale di Yitzhar” – ha detto. “Il team è stato attaccato da una folla di centinaia di rivoltosi che scagliavano pietre contro di loro.”

I conflitti arabo-israeliani sono sicuramente complicati e la bilancia non pende a favore di nessuno. E’ sotto gli occhi di tutti il comportamento israeliano in molti episodi nel passato e tuttora in alcune zone del territorio, ed è giusto denunciarlo. Ma in questo incidente non si possono trascurare nemmeno le scorrettezze da parte dei palestinesi. Un’ informazione libera deve riportare i fatti in modo equilibrato, senza favoritismi. Stare dalla parte della maggioranza non è sinonimo di verità. In guerra nessuno ha ragione, ma è facile dimenticarselo. Pur di catturare l’attenzione della gente e fare notizia, si è preferito puntare sui pregiudizi di intolleranza verso la politica israeliana. Troppo facile.

Un resoconto professionale e distaccato degli scontri è sulla pagina di YnetNews. Nell’articolo, in versione inglese, sono compresi tutti i video degli scontri.

 http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4231791,00.html


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