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Interviste, particolari, curiosità

L’altra Italia: in Canada c’è un nuovo modo per essere italiani

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Se è vero che ogni paese ha mille identità, esistono però altrettanti modi per provare a raccontarlo e farlo conoscere.

Mossa dal desiderio di celebrare e promuovere la cultura italiana nella città di Toronto senza nostalgia, ma con dinamicità, l’associazione “L’Altra Italia” è un cantiere aperto di idee, progetti e passione.

Un po’ di storia?

L’altra Italia nasce quasi per gioco nel 2002 come associazione senza scopo di lucro. Un gruppo di amici di calcetto, giovani professionisti integrati nel tessuto sociale canadese, cerca nuove occasioni per mantenere un forte legame culturale con l’Italia. Inaspettatamente – attorno all’iniziale progetto – si crea un tale entusiasmo che spinge l’associazione a cambiare rapidamente forma e sostanza. Insieme al numero dei soci aumentano gli eventi organizzati, l’importanza e lo spessore delle attività svolte.

Nel 2012, l’impegno nel continuare a costruire eventi culturali e artistici di forte impatto si consolida con la partnership per un progetto di più ampia portata: la nascita dell’ICFF, l’Italian Contemporary Film Festival presentato da IC Savings. Il cinema italiano – infatti – ha sempre rappresentato un’eccellenza nel mondo ed è un mezzo formidabile per rinsaldare un legame forte con l’Italia di oggi, ecco perché l’Altra Italia ogni anno porta a Toronto in anteprima per il Nord America il meglio della produzione di film italiani.

E non è tutto! L’ Altra Italia ha allargato anche il suo raggio d’azione. Dal 2013 la classica rassegna cinematografica mensile ha sede oltre che al Tiff Bell Lightbox di Toronto anche al Colossus Theatre di Vaughan.

Come partecipare?

Diventando soci! La tessera de L’Altra Italia dà infatti la possibilità di prendere parte alle attività promosse dall’associazione durante tutto l’arco dell’anno. In particolare la membership permette l’ingresso gratuito alla rassegna cinematografica (dieci tra i migliori film italiani contemporanei) e l’accesso ai ricevimenti che precedono gli spettacoli con l’occasione di degustare una selezione di prodotti enogastranomici italiani.

Nel prossimo futuro il percorso diventerà sempre più variegato e completo. L’Altra Italia punterà, con sempre maggior attenzione, ad altri rami come musica, poesia, teatro, grafica, arti visive ed esposizioni con la presenza di artisti del mondo culturale italiano.

Il futuro si sta già schiudendo nel presente. Ambizione, determinazione e coraggio: L’Altra Italia continuerà a svilupparsi e crescere perchè esiste ancora un’immagine italiana degna di essere raccontata in giro per il mondo. Bisogna avere solo la voglia di scoprirla.

Arrivederci in Canada, Stay tuned!

Per maggiori informazioni visita il sito www.laltraitalia.org

La Spagna raccontata da due travel blogger

Il 31 Agosto partirà il progetto ‘Spagna on the road’: il blog tour di Federica e Giuseppe attraverso la Spagna più vera e caratteristica.

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A noi italiani la Spagna piace. Una naturale attrazione legata alle molteplici cose che ci uniscono: il Mediterraneo, il clima, la buona cucina e le passioni. Eppure dietro le solite etichette – la Spagna – rimane un paese amico ma quasi del tutto sconosciuto. Qualche esempio? Basti pensare alla sua letteratura, alla recente storia dal regime di Franco fino agli anni della transizione, oppure alle sue molteplici culture, lingue e regioni che reclamano la propria autonomia.

Federica e Giuseppe portano nelle loro valigie entusiasmo, creatività e voglia di vivere viaggiando, ma non solo. La pianificazione del tour nasce da molto lontano  – a Gennaio – da un’idea di Federica. Poi determinazione e sacrificio hanno fatto il resto: organizzazione dell’itinerario, soggiorni, contatti e la ricerca degli sponsor.

Spagna on the Road è anche un punto d’incontro: attraverso il sito Borghiamo i due viaggiatori posteranno video, foto e i racconti di altri sedici blogger che seguiranno singolarmente dall’Italia le loro tappe, realizzando a distanza un viaggio collettivo al servizio di tutti. Dal 31 Agosto per tre settimane i due blogger toccheranno oltre 12 città spagnole, passando dalla capitale Madrid e concentrandosi sull’Andalusia, storica regione della dominazione araba con l’obbiettivo di promuoverla in Italia: cultura e tradizioni, feste ed eventi saranno le fermate d’obbligo di questo avvincente tour.

Per seguirli in giro per la Spagna non vi resta che guardare tutte le loro 21 tappe. Buon Viaggio!

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Tra profumi e tradizioni, la nuova mission dell’Osteria il Boccone

Il rinnovamento di un’attività con un’idea ben precisa: suscitare l’interesse per il buon cibo connesso al piacere, al gusto, alla cultura e all’identità territoriale.

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Siamo a Calcinate, un piccolo comune della provincia di Bergamo situato nel territorio protetto del Parco del fiume Serio, luogo ideale per chi ama la natura e le escursioni.  Ad accoglierci in una serata estiva c’è il titolare del ristorante, che ci rende partecipi del suo nuovo progetto. Appena entrati l’atmosfera è piacevole e rilassante: musica jazz di sottofondo, un tagliere di formaggi con marmellata biologica e un ottimo Montepulciano d’Abruzzo.

“Col tempo ci siamo accorti che la crisi non è semplicemente un problema economico ma – racconta Luca – ha generato un logoramento sociale ben visibile nei comportamenti e nelle abitudini quotidiane. Questo ha purtroppo influito pesantemente nel nostro settore, quello della ristorazione, dove si tende a privilegiare i fast food o cibi scadenti a scapito della qualità, della fantasia e della passione per la gastronomia italiana”.

Insomma è una crisi culturale?

“Si, decisamente. La nostra scommessa è prima di tutto un’inversione di rotta, un cambio di filosofia con cui vogliamo avvicinarci fiduciosi alla nostra clientela”.

Abbiamo dato un’occhiata al vostro sito. Qual è il punto di forza del vostro menù?

L’Osteria il Boccone vuole accogliere i propri clienti in un ambiente rilassante, dove poter degustare con calma un buon vino della nostra cantina. E’ il nostro biglietto da visita: abbiamo una vasta gamma di vini dai sapori intensi e eterogenei capaci di abbinarsi ai sapori della nostra cucina. Provengono da tutte le regioni d’Italia”.

 Che impronta volete dare al locale?

Il boccone è nato nel 2007 e il percorso di questi anni ci ha portato a voler sposare il concetto di Km 0, per servire ai nostri ospiti prodotti tipici provenienti da produttori italiani. Non vogliamo offrire solo cibo ma anche un’esperienza che sappia di grande qualità, in un ambiente riservato e confortevole“.

Per avvicinarsi nel migliore dei modi alla realtà del Boccone basta dare uno sguardo alla sua cucina che privilegia i cibi freschi, stagionali e dalla provenienza locale. Decisamente invitanti sono le degustazioni di formaggi e salumi, come il lardo di colonnata allo spolvero di pepe nero e miele di Acacia; ottimi anche i secondi e la carne selezionata con una scelta che va dalle tagliate di Black Angus al radicchio rosso e gorgonzola piccante, alle costate, fino alla classica fiorentina di manzo.

Il Boccone ha la Wi-Fi gratuita ed è animato durante tutto l’anno da eventi e appuntamenti enogastronomici. Tramite il sito internet www.osteriailboccone.it è possibile prenotare direttamente online e iscriversi alla newsletter per rimanere aggiornati su tutte le novità, gli orari di apertura e gli incontri del locale.

Appuntamento al Boccone!

 

Guarda questo articolo su informacibo.it!

Starbooks Coffee: fate la vostra ordinazione

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Sulla loro pagina di facebook questa è la prima frase che troverete: ‘Libri, caffè, cocktail e chiacchiere. Fate la vostra ordinazione. Benvenuti allo Starbooks Coffee!’

“Quel” logo, famosissimo e inconfondibile, per molti è una dipendenza cronica. Io lo associo a quasi tutti i miei viaggi. Un caffè, l’attesa di un volo e tra le mani un libro da leggere. In questa pagina sotto sotto però c’è un’idea più ambiziosa. Ce la raccontano le organizzatrici!

Cos’è lo Starbooks coffee?

Lo Starbooks fa capolino in rete con il primo post dell’8 febbraio 2011. Nasce da un’idea di Giulia Meli (ormai partita in cerca di altri lidi. Ciao, Giulia!) e Carlotta Borasio.Giulia è una scrittrice e Carlotta collabora con la casa editrice Las Vegas, oltre a disporre di un’anima predisposta all’attenzione per qualunque fenomeno editoriale in circolazione, cartaceo o virtuale che sia. L’idea era creare un luogo familiare dove gli avventori potessero rilassarsi e chiacchierare davanti a una tazza di caffè, tè, e perché no? Un bicchiere di whisky. A parlare poteva essere chiunque: scrittori, editori, lettori, librai, aspiranti, delusi. L’importante era l’argomento: il libro e tutti i suoi aspetti. Ora, quale luogo più di un bar si presta a raccogliere le chiacchiere di esperti, meno esperti, tuttologi auto dichiarati? Da qui il nome che richiama la catena più famosa del mondo.

La storia…

Fin dall’inizio la caratteristica dello Starbooks è stata quella di accettare i contributi di chiunque. La formula funzionava, tanto che si è creato uno zoccolo duro di avventori in grado di creare discussioni magari accese ma sempre civili (non ci piacciono i troll, poi sporcano tutto e tocca a noi ripulire). Dopo l’estate 2011 è nata l’idea della libreria: chiunque avesse storie lasciate lì ad ammuffire sul desktop, anche pubblicate anni prima ma ormai irreperibili, o semplicemente fuori dalle regole del mercato (provate a pubblicare racconti…), poteva inviarlo allo Starbooks. Sarebbe stato reso disponibile in formato PDF, scaricabile gratuitamente e sotto licenza Creative Commons. L’idea ha funzionato così bene che alcuni autori, dopo aver pubblicato il proprio racconto o romanzo sullo Starbooks hanno attirato l’attenzione di piccoli editori. “Il destino attende a Canyon Apache” è l’esempio più recente.

Arriviamo al 2012, quando entra nello staff Claudia(ppì), la Volpe, reclutata su un altro social network, che si occupa di raccogliere tutte le voci della strada e di raccontare le iniziative legate al mondo editoriale che nascono e fioriscono in altri lidi. Sempre nel 2012 Giulia Meli lascia lo staff e al suo posto viene presa in prova (anche se la prova comincia a diventare infinita) l’Apprendista Barista Giuliana, che all’inizio si limitava a bersi il suo bicchierino di whisky al bancone, contribuendo di tanto in tanto alle discussioni. Se volete farvela amica, offritele un bicchiere di Laphroaig. Inoltre l’editore Andrea Malabaila comincia a dedicare un po’ di tempo agli autori con qualche pillola utile per la scrittura. Il 2012 è anche l’anno dei concorsi: attualmente sono in valutazione i racconti per il concorso Blablabla, in collaborazione con la casa editrice Verba Volant. E non dimentichiamo l’invasione di Facebook, dove nasce una succursale: un gruppo aperto a chiunque ne faccia richiesta, dove sfruttando la possibilità di condividere post velocemente post incontrati altrove si scatenano discussioni al limite del flame. Infine, nel 2012 adottiamo Giancarlo il Tarlo, un divoratore di libri cartacei. Se li portate al bar, sappiate che è a vostro rischio e pericolo!

Quali sono i progetti per quest’anno?

Il 2013 è cominciato con una serie di buoni propositi, tutti descritti nell’Agenda dello Starbooks:

Primo punto dell’agenda: aumentiamo l’I-mou. Avete capito: più I-mou per tutti. Molto mou per un anno dolce e caramelloso. [Se sporcate i libri vi picchio].

Secondo punto: arruolare nuovi baristi, trovare nuovi clienti fissi, insomma allargare il giro!

Terzo punto: lanciare un progetto per adottare gli editori indipendenti. Se ne recensiscono i libri, si intervistano gli autori, si seguono gli eventi.

Quarto punto: recensire blog e siti interessanti, proponendovi nuove letture.

Quinto punto: stroncare libri famosi, vendutissimi, straquotati. Perché non c’è niente di intoccabile.

Naturalmente continueremo a pubblicare racconti e romanzi in libreria e ad accettare i contributi degli avventori.

Come contattarvi?

Per qualunque altra informazione, abbiamo un indirizzo email: info@starbooks.it. Basta che non chiediate soldi, perché sono l’unica cosa che ci manca!

Date un’occhiata anche qui: http://starbooks.it/che-cose/

Ok ora siete pronti a ordinare!