filosofia

A tre chilometri dalle cascate del Niagara

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Arrivo alle cascate del Niagara con gambe e testa di un uomo che vuole mantenere la promessa al bambino che è stato: “Un giorno andrò alle cascate del Niagara“. E quel giorno è arrivato.

C’è chi raggiunge un luogo semplicemente spostando il proprio corpo e chi ci prova usando la mente. Riuscire a entrare in sintonia con la terra che si percorre e si cammina non è facile e non tutti i viaggi riescono a darti qualcosa, una traccia, una sensazione precisa, un odore o un’immagine indelebile. Quello che ho imparato però è che nell’attesa del viaggio spesso creiamo le basi per trovare nella realtà qualcosa di interessante. Tutto il resto spesso segue itinerari comuni, già dati.

Per riuscire ad avere un ricordo speciale del viaggio a Niagara ho dovuto per forza fermarmi a tre chilometri dalle cascate e riflettere su qualcosa che puntalmente i turisti scartano. La cittadina canadese di Niagara è la storia di un flusso: tutto trae origine dai 51 metri del salto d’acqua più famoso al mondo. Non è un caso che i nativi americani chiamavano questo luogo Onguiaahra che in lingua irochese significa acque tuonanti. E forse non è nemmeno un caso che davanti ad esse il filosofo più conosciuto d’America – Ralph Waldo Emerson – elaborò la sua più importante teoria sulla mente come un flusso perpetuo, inacessibile e impossibile da risalire, esattamente come le cascate.

Oggi invece il flusso non è certo quello del pensiero ma quello che il governo canadese ha sdoganato: quello del turismo di massa. Questa parte di mondo è calpestata da 14 milioni di persone ogni anno. Tra le due sponde del fiume Niagara, americani e canadesi, si contendono i guadagni economici delle cascate con ogni mezzo. Nel 1990 il governo dell’Ontario (Canada) autorizzò il comune di Niagara all’apertura di casinò e sale da gioco con lo scopo di intrattenere i turisti in città per più giorni. Il risultato fu che la zona vicino alle cascate si trasformò rapidamente in una piccola Las Vegas canadese.

Un agglomerato di strutture ammassate sui lati delle strade che sembrano un enorme parco divertimenti, decine di alberghi di lusso e motel, torri panoramiche e gli immancabili Mc Donald, Hard Rock Cafè e Planet hollwood a ribadire come la modernità si sia rubata la pace di questi luoghi.  Una sensazione di invadenza e disagio che diventa netta mentre si è in attesa di prendere il battello del tour Maid of the Mist capace di arrivare fin sotto le cascate. Tutti in fila come pecore, stesso biglietto tra le mani, stessa mantellina di plastica blu per ripararsi dall’acqua e stessi commenti in lingue diverse.

Alle cascate del Niagara se c’è una cosa difficile da fare è rimanere viaggiatori; è il ritratto dell’epoca in cui viviamo, capace di trasformarci in consumatori anche quando ci spostiamo. Con il turismo basato sul lucro paghiamo per avere il diritto di consumare la bellezza e la cosa incredibile è che molte persone prese dalla brama di postare foto sui social network in tempo reale si perdono totalmente lo spettacolo del momento.

Rimane però qualcosa di unico in questo viaggio proprio nel punto dove inizia questa fiumana di persone. Nel vecchio centro della cittadina di Niagara mentre tutti i turisti lasciati i pulman e i taxi si precipitano verso le cascate, nessuno si ferma un secondo ad osservare la grande vittima del consumismo: la vecchia downtown. La bellissima Queen Street è praticamente una città deserta e in crisi. Una zona costruita a fine 800 con teatri, luoghi pubblici, musei e tantissimi negozi e che oggi è costretta a vivere una recessione quasi irreversibile. E’ solamente grazie all’impegno e alle proteste dei cittadini che ora la storica ‘old downtown‘ di Niagara è al centro di un progetto di recupero e riqualificazione, anche se i risultati sembrano ancora lontani e i turisti continuano a ignorare la zona. Eppure ho trovato più bellezza qui che tra fiches e casinò.

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Anno 2012: il mio backup di viaggio e vita

Il 2012 è un anno. Un anno è 365 giorni di vita. Quasi 525 949 minuti che di secondi ne fanno milioni, esattamente 31 556 926. Una sorgente di momenti nel caos della materia che puoi vivere solo se hai un corpo che li attraversa e un’anima con una mente che li mette insieme. Sono tempo e spazio su una linea di deframmentazione.

Nel 2012 ho guidato una macchina per 25000 Km. Ho visto scendere la neve a Erfurt in Germania, ero all’alba a Monaco di Baviera, ho respirato aria gelida fra le montagne dell’Austria, ho attraversato 9 frontiere di stato. Ho comprato sigari in Svizzera. Nel 2012 ho visto i miei amici parlare, dormire, sbadigliare. Ho bevuto del thè e del caffè turco. Ho preso dei taxi a New York, Istanbul, Petra. Ho abbracciato delle persone. Ho pianto. Ho ascoltato musica e cantato. Ho guardato 4 stagioni cambiare il mio umore. Ho camminato nelle sabbie rosse del deserto del Wadi Rum. Ho visto dei cammelli selvatici. Ho dormito in un hotel da 600 euro a notte e per terra in aeroporto 3 volte. Ho visitato delle moschee e delle chiese anglicane, cattoliche, presbiteriane, battiste. Sono stato su un ponte che divideva l’Asia dall’Europa. Ho sentito sparare l’esercito israeliano vicino al Giordano. Ho pagato 2 multe. Ho bevuto ottimo vino rosso. Ho lavorato in un centro per senza fissa dimora. Ho visto uno space shuttle della nasa. Ho conosciuto Marco Travaglio. Ho detto delle parolacce, mi sono offeso, ho urlato. Ho scalato un sentiero di montagna e sono arrivato a 2700 metri al Passo dei Contrabbandieri tra Lombardia e Trentino-Alto Adige. Ho fotografato una marmotta e una trincea di guerra. Sono stato all’università, in biblioteca, in aula, in mensa, ho dato 8 esami in filosofia. Sono stato rimandato 1 volta. Ho vomitato 2 volte. Ho letto libri nella vasca da bagno. Ho visto la gente in viso in tram, metropolitana, in ospedale, nei locali di notte, su e giù per il mondo. Ho fumato il narghilè. Ho mangiato sushi.

Ho guardato le costellazioni del cielo da posizioni diverse. Mi sono sdraiato per terra alle colonne di San Lorenzo a Milano. Ho respirato odori diversi.  Ho annusato menta, cinnamomo, timo e cardamomo al mercato di Madaba. Ho visto terre israeliane, quelle egiziane della penisola del Sinai, giordane e dell’Arabia Saudita contemporaneamente in un unico golfo. Nel 2012 ho letto i vangeli, il corano, i libri dei bahai e quello dei mutamenti. Ho ammirato Nietzsche. Ho visitato Manchester e la contea del Lincolnshire. Ho assaggiato lo Zattar. Ho vinto a scacchi con un uomo della Virginia a Charleston. Ho bevuto della birra. Ho parlato con gente sconosciuta. Ho sentito delle prediche. Ho camminato sul ponte di Brooklyn. Ho visto la Palestina e Gerico dal Monte Nebo. Ho fatto il bagno nell’oceano atlantico in South Carolina. Ho viaggiato su una nave. Sono salito all’86esimo piano dell’Empire State Building. Ho fatto code al supermercato, ho prelevato al bancomat. Ho preso l’aereo 8 volte. Ho cenato con l’ambasciatore italiano ad Amman. Ho parlato con dei giornalisti. Ho bevuto la cioccolata. Ho nuotato nel lago di Como e nel fiume Adda. Mi sono ustionato le spalle. Nel 2012 ho avuto fame. Ho mangiato indiano, turco, brasiliano, americano, italiano, argentino, giordano, giapponese, israeliano, cinese, libanese, svedese, arabo. Sono stato in 6 regioni italiane. Mi sono alzato. Ho bevuto l’acqua alle fontanelle dei giardini. Ho chiamato un carro attrezzi. Ho visto una quercia di 1500 anni. Sono inciampato nelle scale. Ho aperto le finestre. Ho attraversato la gola del Siq verso il tesoro di Petra. Ho guardato dei mosaici, 2 templi greci, l’arco di Adriano a Jerash vicino la Siria. Nel 2012 mi sono sdraiato in un prato a Washington vicino a dei ragazzi che giocavano a baseball. Ho pregato. Ho steso il bucato, ne ho sentito il suo profumo. Ho cercato di capire la direzione del vento.

Nel 2012 ho pensato spesso che tanto è tutto inutile. Mi sono entusiasmato. Ho avuto gioia. Ho visto una vedova piangere suo marito ad un funerale. Mi sono messo le mani nel naso.  A Lincoln ho visto una cattedrale gotica con una torre alta 82 metri, costruita da uomini del 1092. Ho fatto il bagno nel Mar Rosso ad Aqaba.Ho visto correre uno stambecco. Sono stato invitato a cena. Una bambina mi ha regalato un disegno. Nel 2012 ho sentito bestemmiare Dio. Sono tornato a casa stanco. Mi sono sentito a casa quando ero lontano. Mi sono ubriacato 1 volta. Ho fatto 2 interviste. Mi hanno fatto gli auguri di compleanno. Ho visto l’oceano in burrasca dopo una tromba d’aria. Ho accarezzato dei cani e ho lanciato dei sassi. Ho preparato la moka per il caffè, ho fatto la pipì e ho fischiato canzoni mentre andavo ad un appuntamento. Ho visto delle danzatrici ballare. Un bambino mi ha regalato una cartolina. Ho fumato hashish 1 volta. Ho fatto la doccia. Ho disprezzato, ho provato invidia.  Sono andato in bicicletta. Ho visto il mio primo stadio di football a Charlotte. Ho parlato al telefono. Ho mangiato la pizza. Nel 2012 ho salutato persone di una cultura diversa. Una donna mussulmana ha rifiutato di stringermi la mano perchè non poteva toccare un altro uomo. Ho sentito il vento in viso e le labbra secche. Ho avuto paura. Ho lavato i denti con l’acqua calda, mi sono fatto la barba. Nel 2012 mi sono sentito solo. Sono stato in compagnia. Ho sentito il mio cuore battere irregolarmente. Sono stato a galla immobile nel Mar Morto e ho sentito bruciare una ferita. Ho camminato con le visciche a Central Park. Ho salito la scalinata del Philadelphia Museum of Art di corsa come Rocky. Ho chiesto informazioni per strada perchè mi ero perso. Ho parlato con una persona che dopo una settimana è morta. Ho fatto 2 degustazioni di vini in America. Ho comprato la camomilla da due bambini sulla strada dei Re, 5000 anni di storia e percorsa da Mosè.  Ho passato per la prima volta una notte in un rifugio di montagna.

Nel 2012 sono stato ad un concerto. Ho dormito a casa di altra gente, sono stato ospite e straniero. Ho sentito le sirene di un mezzo di soccorso. Ho visto un incendio. Nel 2012 qualcuno mi ha dato consigli, mi ha rimproverato, disprezzato, mi hanno fatto complimenti. Qualcuno mi ha chiesto cosa ne pensavo. Ho scritto per Tgcom24 e ho aperto un blog. Ho visto 2 castelli crociati. Mi sono iscritto a Twitter. Ho portato qualcuno dal dottore. Ho fatto dei favori. In inverno mi sono lavato la faccia con l’acqua ghiacciata. Mi sono morso la lingua quando mangiavo. Ho parlato male delle persone. Ho visitato città e villaggi realizzati dalla dinastia califfale degli Omayyadi. Ho desiderato andarmene, ho fatto brutti sogni. Ho avuto la febbre 2 volte. Ad Asheville in North Carolina mi sono messo sotto la pioggia con le mani alzate guardando il cielo. Ho brindato.Sono stato a un matrimonio. Ho corso sulla spiaggia. Ho guidato per la prima volta una macchina in un continente diverso dal mio. Ho mangiato carne arrosto. Mi sono vergognato di me stesso. Ho giocato a pallavolo. Ho dato informazioni nella metro di New York. Qualcuno mi ha confidato un segreto. Ho visto una pistola. Ho sfogliato album di vecchie foto di famiglia. Ho sentito un terremoto. Ho picchiato il ginocchio contro uno spigolo di una scrivania. Sono salito per 812 scalini scavati nella roccia per guardare l’inizio del deserto descritto da Lawrence d’Arabia. Sono stato gentile. Nel 2012 non ho avuto quello che volevo. Ho visto dei bellissimi film. Ho sorriso tante volte senza che nessuno lo sapesse. Ho avuto dei rimpianti.

Nel 2012 ho pensato che nella mia vita non era successo nulla. Ci ho ripensato un attimo. Backup eseguito.