nuova povertà

Povertà a Milano, nasce l’associazione AttivaMI

attivami

Secondo un censimento del comune – a Milano – negli ultimi cinque anni le persone senza fissa dimora sono aumentate del 69%. Sono le vittime anonime della nuova povertà. Persone messe all’angolo dalla morsa della crisi e lasciate sole. Le cause? Di solito la perdita del lavoro, una spesa improvvisa oppure una separazione. L’associazione di volontariato AttivaMi si è mobilitatà per ridare un volto e una dignità a ognuna di loro.

AttivaMi è un associazione senza scopo di lucro che racconta la storia di un gruppo di amici che appartengono a diverse realtà lavorative – con ruoli e responsabilità differenti – e che hanno deciso di sviluppare e condividere insieme un progetto di volontariato al servizio della società, coordinandosi con le istituzioni private e pubbliche della città di Milano e provincia. Come? Appoggiandosi ad altre associazioni già esistenti e strutturate, offrendo la loro disponibilità per aiutare le persone in difficoltà economica, sociale e spirituale nella città di Milano.

Pochi infatti conoscono la realtà di una Milano silenziosa e “nascosta”: è quella che prende vita dopo le 21 nelle stesse vie del ‘quadrilatero della moda’ che fino a qualche ora prima erano un via vai di gente impegnata a fare shopping nei negozi; adesso sono il ritrovo di senzatetto che aspettano aiuto, un pasto caldo o una coperta. I volontari di AttivaMi – supportando il progetto “Unità Mobile” della Fondazione Isacchi Samaja, girano su un camper tra la zona di Porta Venezia e Stazione Centrale e hanno voluto dare voce a vite speciali ma dimenticate, come il caso di Ana riportato così sulla loro pagina di Facebook:

ana attivami

Ana è dominicana. E’ arrivata in Italia 14 anni fa, in cerca di fortuna, per mantenere una famiglia numerosa: tre figli. Per dodici anni ha fatto la domestica, integrandosi perfettamente con la cultura italiana. Due anni fa, però, è rimasta senza lavoro. E da allora ha vissuto sulla strada: pochi abiti, e un letto fatto di coperte vecchie e cartoni riutilizzati.
L’abbiamo incontrata pochi giorni fa, infreddolita. Le abbiamo
parlato, ci è entrata nel cuore.
‘Milano ti dà sempre qualcosa da mangiare. Ma anche quando mi capita di rimanere digiuna, ringrazio Dio lo stesso: so che avrà dato da mangiare a qualcuno più bisognoso di me’.

Ana aveva un grande desiderio: quello di tornare nel suo paese per rivedere i suoi tre figli, che non vede da quasi tre lustri. E’ in regola con il permesso di soggiorno, perciò è stato facile comprarle un biglietto di andata e ritorno. Nel frattempo, Ana aveva anche un’altra necessità: quella di tornare a vedere be
ne. L’abbiamo accompagnata dall’oculista e abbiamo trovato un paio di occhiali adatti a lei. Finalmente è tornata a vederci bene. E noi a sorridere con lei.

AttivaMi ha in corso anche altri due importanti progetti: il progetto “Teenager imbianchini” che affianca l’associazione “Milano altruista“, con cui hanno già imbiancato una scuola dell’infanzia a Bruzzano, coordinando allo stesso tempo un gruppo di adolescenti che ha dipinto con loro e il Progetto “Scuola di Italiano” che permette ad AttivaMi di gestire direttamente una scuola di lingua e cultura civica italiana per favorire l’integrazione delle persone che provengono da altri paesi.

Il motto di attivaMi è una semplice frase del vangelo: “Gratuitamente avete avuto, gratuitamente date”. Nel mezzo del disagio, della rabbia e dell’egoismo in cui spesso non c’è più tempo per il dolore degli altri ci sono persone che hanno voluto fare qualcosa di costruttivo per la propria città, decise a non lasciare tutto sepolto nell’indifferenza. Ricordandosi che la carità autentica è quella di chi è capace di riconoscere nell’altro non un povero ma un simile.