viaggiare per il mondo

Anno 2012: il mio backup di viaggio e vita

Il 2012 è un anno. Un anno è 365 giorni di vita. Quasi 525 949 minuti che di secondi ne fanno milioni, esattamente 31 556 926. Una sorgente di momenti nel caos della materia che puoi vivere solo se hai un corpo che li attraversa e un’anima con una mente che li mette insieme. Sono tempo e spazio su una linea di deframmentazione.

Nel 2012 ho guidato una macchina per 25000 Km. Ho visto scendere la neve a Erfurt in Germania, ero all’alba a Monaco di Baviera, ho respirato aria gelida fra le montagne dell’Austria, ho attraversato 9 frontiere di stato. Ho comprato sigari in Svizzera. Nel 2012 ho visto i miei amici parlare, dormire, sbadigliare. Ho bevuto del thè e del caffè turco. Ho preso dei taxi a New York, Istanbul, Petra. Ho abbracciato delle persone. Ho pianto. Ho ascoltato musica e cantato. Ho guardato 4 stagioni cambiare il mio umore. Ho camminato nelle sabbie rosse del deserto del Wadi Rum. Ho visto dei cammelli selvatici. Ho dormito in un hotel da 600 euro a notte e per terra in aeroporto 3 volte. Ho visitato delle moschee e delle chiese anglicane, cattoliche, presbiteriane, battiste. Sono stato su un ponte che divideva l’Asia dall’Europa. Ho sentito sparare l’esercito israeliano vicino al Giordano. Ho pagato 2 multe. Ho bevuto ottimo vino rosso. Ho lavorato in un centro per senza fissa dimora. Ho visto uno space shuttle della nasa. Ho conosciuto Marco Travaglio. Ho detto delle parolacce, mi sono offeso, ho urlato. Ho scalato un sentiero di montagna e sono arrivato a 2700 metri al Passo dei Contrabbandieri tra Lombardia e Trentino-Alto Adige. Ho fotografato una marmotta e una trincea di guerra. Sono stato all’università, in biblioteca, in aula, in mensa, ho dato 8 esami in filosofia. Sono stato rimandato 1 volta. Ho vomitato 2 volte. Ho letto libri nella vasca da bagno. Ho visto la gente in viso in tram, metropolitana, in ospedale, nei locali di notte, su e giù per il mondo. Ho fumato il narghilè. Ho mangiato sushi.

Ho guardato le costellazioni del cielo da posizioni diverse. Mi sono sdraiato per terra alle colonne di San Lorenzo a Milano. Ho respirato odori diversi.  Ho annusato menta, cinnamomo, timo e cardamomo al mercato di Madaba. Ho visto terre israeliane, quelle egiziane della penisola del Sinai, giordane e dell’Arabia Saudita contemporaneamente in un unico golfo. Nel 2012 ho letto i vangeli, il corano, i libri dei bahai e quello dei mutamenti. Ho ammirato Nietzsche. Ho visitato Manchester e la contea del Lincolnshire. Ho assaggiato lo Zattar. Ho vinto a scacchi con un uomo della Virginia a Charleston. Ho bevuto della birra. Ho parlato con gente sconosciuta. Ho sentito delle prediche. Ho camminato sul ponte di Brooklyn. Ho visto la Palestina e Gerico dal Monte Nebo. Ho fatto il bagno nell’oceano atlantico in South Carolina. Ho viaggiato su una nave. Sono salito all’86esimo piano dell’Empire State Building. Ho fatto code al supermercato, ho prelevato al bancomat. Ho preso l’aereo 8 volte. Ho cenato con l’ambasciatore italiano ad Amman. Ho parlato con dei giornalisti. Ho bevuto la cioccolata. Ho nuotato nel lago di Como e nel fiume Adda. Mi sono ustionato le spalle. Nel 2012 ho avuto fame. Ho mangiato indiano, turco, brasiliano, americano, italiano, argentino, giordano, giapponese, israeliano, cinese, libanese, svedese, arabo. Sono stato in 6 regioni italiane. Mi sono alzato. Ho bevuto l’acqua alle fontanelle dei giardini. Ho chiamato un carro attrezzi. Ho visto una quercia di 1500 anni. Sono inciampato nelle scale. Ho aperto le finestre. Ho attraversato la gola del Siq verso il tesoro di Petra. Ho guardato dei mosaici, 2 templi greci, l’arco di Adriano a Jerash vicino la Siria. Nel 2012 mi sono sdraiato in un prato a Washington vicino a dei ragazzi che giocavano a baseball. Ho pregato. Ho steso il bucato, ne ho sentito il suo profumo. Ho cercato di capire la direzione del vento.

Nel 2012 ho pensato spesso che tanto è tutto inutile. Mi sono entusiasmato. Ho avuto gioia. Ho visto una vedova piangere suo marito ad un funerale. Mi sono messo le mani nel naso.  A Lincoln ho visto una cattedrale gotica con una torre alta 82 metri, costruita da uomini del 1092. Ho fatto il bagno nel Mar Rosso ad Aqaba.Ho visto correre uno stambecco. Sono stato invitato a cena. Una bambina mi ha regalato un disegno. Nel 2012 ho sentito bestemmiare Dio. Sono tornato a casa stanco. Mi sono sentito a casa quando ero lontano. Mi sono ubriacato 1 volta. Ho fatto 2 interviste. Mi hanno fatto gli auguri di compleanno. Ho visto l’oceano in burrasca dopo una tromba d’aria. Ho accarezzato dei cani e ho lanciato dei sassi. Ho preparato la moka per il caffè, ho fatto la pipì e ho fischiato canzoni mentre andavo ad un appuntamento. Ho visto delle danzatrici ballare. Un bambino mi ha regalato una cartolina. Ho fumato hashish 1 volta. Ho fatto la doccia. Ho disprezzato, ho provato invidia.  Sono andato in bicicletta. Ho visto il mio primo stadio di football a Charlotte. Ho parlato al telefono. Ho mangiato la pizza. Nel 2012 ho salutato persone di una cultura diversa. Una donna mussulmana ha rifiutato di stringermi la mano perchè non poteva toccare un altro uomo. Ho sentito il vento in viso e le labbra secche. Ho avuto paura. Ho lavato i denti con l’acqua calda, mi sono fatto la barba. Nel 2012 mi sono sentito solo. Sono stato in compagnia. Ho sentito il mio cuore battere irregolarmente. Sono stato a galla immobile nel Mar Morto e ho sentito bruciare una ferita. Ho camminato con le visciche a Central Park. Ho salito la scalinata del Philadelphia Museum of Art di corsa come Rocky. Ho chiesto informazioni per strada perchè mi ero perso. Ho parlato con una persona che dopo una settimana è morta. Ho fatto 2 degustazioni di vini in America. Ho comprato la camomilla da due bambini sulla strada dei Re, 5000 anni di storia e percorsa da Mosè.  Ho passato per la prima volta una notte in un rifugio di montagna.

Nel 2012 sono stato ad un concerto. Ho dormito a casa di altra gente, sono stato ospite e straniero. Ho sentito le sirene di un mezzo di soccorso. Ho visto un incendio. Nel 2012 qualcuno mi ha dato consigli, mi ha rimproverato, disprezzato, mi hanno fatto complimenti. Qualcuno mi ha chiesto cosa ne pensavo. Ho scritto per Tgcom24 e ho aperto un blog. Ho visto 2 castelli crociati. Mi sono iscritto a Twitter. Ho portato qualcuno dal dottore. Ho fatto dei favori. In inverno mi sono lavato la faccia con l’acqua ghiacciata. Mi sono morso la lingua quando mangiavo. Ho parlato male delle persone. Ho visitato città e villaggi realizzati dalla dinastia califfale degli Omayyadi. Ho desiderato andarmene, ho fatto brutti sogni. Ho avuto la febbre 2 volte. Ad Asheville in North Carolina mi sono messo sotto la pioggia con le mani alzate guardando il cielo. Ho brindato.Sono stato a un matrimonio. Ho corso sulla spiaggia. Ho guidato per la prima volta una macchina in un continente diverso dal mio. Ho mangiato carne arrosto. Mi sono vergognato di me stesso. Ho giocato a pallavolo. Ho dato informazioni nella metro di New York. Qualcuno mi ha confidato un segreto. Ho visto una pistola. Ho sfogliato album di vecchie foto di famiglia. Ho sentito un terremoto. Ho picchiato il ginocchio contro uno spigolo di una scrivania. Sono salito per 812 scalini scavati nella roccia per guardare l’inizio del deserto descritto da Lawrence d’Arabia. Sono stato gentile. Nel 2012 non ho avuto quello che volevo. Ho visto dei bellissimi film. Ho sorriso tante volte senza che nessuno lo sapesse. Ho avuto dei rimpianti.

Nel 2012 ho pensato che nella mia vita non era successo nulla. Ci ho ripensato un attimo. Backup eseguito.

Intervista ad Angelo Zinna, backpacker in viaggio per il mondo

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Affrontare la vita con le proprie forze, soli, senza paragonarsi a nessun modo di vivere. Fare del viaggio una piccola impresa personale. Abbandonarsi al mondo, offrirsi in una richiesta silenziosa e trovare allo stesso tempo ospitalità e opportunità. Angelo Zinna nel Gennaio 2010 ha raccolto le sue cose, ha lasciato quello che conosceva già e come si definisce lui ora è temporaneamente nomade. E’ arrivato in luoghi dove si osservano le stagioni e il cielo al contrario per comprendere che anche nelle cose più ovvie ci possono essere centinaia di interpretazioni differenti. Poco più di 23 anni, ha visitato Australia, Nuova Zelanda, Malesia, Thailandia, Vietnam e Cambogia. Ma il suo viaggio non ha ancora una data di ritorno e per il momento non ha ancora trovato un posto che considera casa.

World Map Upsidedown

Sembra un’interpretazione vivente di una frase che H.D. Thoreau scrisse più di 150 anni fa: “Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto”.

Il suo blog exploremore racconta la sua vita di backpacker fatta di incontri, fotografie e emozioni, tutte raccolte con preziose informazioni sui luoghi che ha visitato.

Angelo nella tua lista delle 100 cose da fare prima di morire cancelli ‘essermi licenziato’. In tempi come quelli attuali hai dimostrato coraggio e pazzia per inseguire la tua vita. E’ stato così?

Si e no, nel senso che è vero che mi sono licenziato senza pensarci due volte, ma è vero anche che il mio lavoro non era un granché, quindi non credo di aver perso niente di valore. Non ho mai avuto paura di rimanere senza lavoro, perché credo comunque che tirandosi su le maniche qualcosa si riesca sempre ad inventarsi. Forse oggi non è così semplice come in passato, ma rimane il fatto che si lavora per vivere, non si vive per lavorare. Io avevo lavorato abbastanza da poter partire, così sono partito.

Cosa ti ha spinto ad abbandonare tutto?

La curiosità credo. Ero annoiato, avevo bisogno di stimoli. Trasferirmi in un luogo completamente nuovo era un modo per darmi una scossa, per sfidare me stesso. Questa credo sia stata l’unica motivazione, capire i miei limiti e vedere dove sarei arrivato contando solo su me stesso.

Cosa hanno pensato i tuoi amici e la tua famiglia?

Quasi tutti mi hanno supportato nella mia scelta. Credo di essere una persona abbastanza responsabile e chi mi conosce sa che non è una scelta fatta a caso. Si sono fidati e tutto è andato bene.

Cosa hai imparato dai tuoi viaggi?

Ho imparato che il tempo che abbiamo a disposizione è poco, e andrebbe sempre sfruttato a pieno. Ho imparato a cavarmela da solo, a gestire la solitudine, ma anche ad essere aperto ad ogni nuova conoscenza. Sono diventato una persona più paziente, e credo che oggi guardo molte cose con occhi diversi.

Dove sei e dove vorresti essere?

Mi trovo a Wellington in Nuova Zelanda, da oltre un anno. Sono dove vorrei essere, ma sto per andarmene per vedere se trovo un posto migliore. A inizio anno partirò per l’Asia, al momento sto mettendo i soldi da parte per stare via diversi mesi.

Hai anche scritto un libro, puoi parlarmene e dirmi perchè andrebbe comprato?

Il mio libro, Working Holiday Australia – Vivi, lavora e viaggia nella terra dei canguri, è una guida pratica al working holiday in Australia, ossia l’esperienza di vacanza e lavoro concessa agli italiani dal governo australiano. È una raccolta di informazioni su come preparare il viaggio, ottenere tutti i documenti necessari a partire e lavorare, dormire a costo zero, come trovare lavoro e dove cercare, come acquistare un mezzo e come rivenderlo, ecc. Ho scritto questa guida perché tra le tante in vendita in Italia ne manca una su questo tipo di esperienza, sull’anno sabbatico in Australia, e queste informazioni avrebbero reso la mia vita molto più facile se le avessi avute in mano al momento della partenza.

Cosa avresti perso se fossi rimasto a casa?

L’unica cosa che avrei perso sono tutte le persone che ho conosciuto in questi anni in viaggio. Per i luoghi basta prendere un aereo e ci si può tornare, ma con le persone non si ha una seconda possibilità.

Tutte le foto sono prese dal profilo flickr di angelo.